Banfi torna in sella a Gaiole per L’Eroica

Copertina Eroica Esterna

Si torna in sella! Il 3 e 4 ottobre la squadra Poggio alle Mura sarà a Gaiole in Chianti per L’Eroica, l’appuntamento che nel 1997 ha dato origine a un’esperienza ciclistica diventata negli anni un movimento internazionale.

È proprio da Gaiole, infatti, che è iniziata la storia de L’Eroica: meno di cento partecipanti alla prima edizione e un’idea precisa di ciclismo, fatta di biciclette d’epoca, strade bianche, fatica, territorio e condivisione.

Per l’appuntamento imminente propone cinque percorsi, dai 46 chilometri della Valle del Chianti ai 209 chilometri de L’Eroico. Sabato 3 ottobre saranno protagonisti i tracciati più lunghi, mentre domenica 4 sarà la volta dei percorsi da 106, 81 e 46 chilometri.

Per la squadra Poggio alle Mura sarà un’altra occasione per condividere questa esperienza, questa volta sulle strade del Chianti Classico e lungo alcuni dei percorsi che appartengono alla storia stessa della manifestazione.

Banfi a Siena per Red Montalcino

Fresco, vibrante, audace e sempre territoriale: è così che interpretiamo il Rosso di Montalcino.

Il 2 ottobre saremo a Palazzo delle Papesse, a Siena, per la quinta edizione di Red Montalcino, l’appuntamento organizzato dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino e dedicato alla denominazione e alle sue diverse espressioni.

Per la prima volta, l’evento lascia Montalcino e arriva a Siena, portando il Rosso di Montalcino in un nuovo contesto e offrendo un’ulteriore occasione per raccontarne identità, carattere e versatilità.

Al centro della giornata ci sarà il Sangiovese di Montalcino, interpretato dai produttori attraverso stili e sensibilità differenti, ma sempre legato al territorio da cui nasce.

Il programma prevede nel pomeriggio un walk-around tasting riservato a operatori e stampa, seguito dall’apertura al pubblico con degustazioni ai banchi dei produttori. La serata proseguirà con l’Enoteca Collettiva, food corner e momenti musicali.

Per Banfi, Red Montalcino rappresenta un’occasione per condividere la propria interpretazione di un vino capace di unire immediatezza e profondità, freschezza e identità.

Un modo diverso di raccontare Montalcino, attraverso una delle espressioni più dinamiche del suo Sangiovese.

«Il vino tra mercato, brand e nuove competenze» Rodolfo Maralli sul Corriere della Sera

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Mercati, consumi, brand e innovazione sono al centro dell’intervista a Rodolfo Maralli, Presidente di Banfi, pubblicata sul Corriere della Sera a firma di Antonino Padovese.

Un confronto sul presente del settore vitivinicolo e sulle trasformazioni che stanno cambiando il modo di produrre, comunicare e portare il vino sui mercati.

Nell’intervista, Maralli parte da un dato di scenario preciso: la contrazione dei consumi non è un fenomeno recente, ma una dinamica che interessa il mercato mondiale da molti anni. In questo contesto, tradizione e territorio restano fondamentali, ma devono essere accompagnati da visione strategica, investimenti e dalla capacità di interpretare l’evoluzione dei consumatori.

È proprio qui che assume un ruolo sempre più centrale la figura del manager: una professionalità capace di tenere insieme mercato, identità aziendale, innovazione e costruzione del brand, trasformando una fase complessa in un’occasione per ripensare modelli e strategie.

Un tema che Maralli ha approfondito anche domenica 27 settembre a Trento, nell’ambito del Trentodoc Festival, durante l’incontro “Manager in vigna: visioni oltre la crisi”. Il wine talk ha riunito alcuni protagonisti del settore per confrontarsi sulle sfide del mercato globale, sulla gestione dell’incertezza e sulle strategie necessarie per affrontare il cambiamento.

Una riflessione che tocca direttamente anche il percorso di Banfi: leggere le trasformazioni senza perdere la propria identità, continuando a investire nelle competenze, nella ricerca e nella capacità di costruire valore nel tempo.

Leggi l’intervista completa sul Corriere della Sera:
https://www.corriere.it/cronache/trentodoc-festival/26_settembre_23/nella-vigna-serve-un-manager-6a33ab04-214f-4086-9586-8c3272935xlk.shtml

Banfi nel racconto di Jancis Robinson sul Financial Times

Illustrazione editoriale Financial Times: donna con calice di vino tra i tralci, Banfi

Banfi entra nel racconto dei cinquant’anni che hanno trasformato il mondo del vino firmato da Jancis Robinson sul Financial Times.

Nel suo articolo “Mi occupo di vino da 50 anni. Ecco 50 modi in cui è cambiato”, Robinson ripercorre mezzo secolo di evoluzioni osservate in prima persona: dai consumi ai mercati, dalla diffusione dei vitigni internazionali alla crescita del turismo del vino, fino alla nuova centralità del vigneto, della sostenibilità e delle sfide legate al cambiamento climatico.

Tra le tappe di questo percorso trova spazio anche Banfi. Robinson ricorda il ruolo della famiglia Mariani con Banfi Vintners e lo sviluppo di 700 ettari di vigneti a Montalcino, descritta come una delle regioni vinicole più pregiate d’Italia.

Un passaggio che richiama una fase fondamentale della nostra storia: l’arrivo a Montalcino e la costruzione di un progetto vitivinicolo destinato a svilupparsi nel tempo, mentre il panorama internazionale del vino stava cambiando profondamente.

Una storia che, nel racconto di Jancis Robinson sul Financial Times, si intreccia con mezzo secolo di cambiamenti nei mercati, nei consumi e nella geografia mondiale del vino.

Confermata la Chiave Michelin per Castello Banfi – Il Borgo

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Per il terzo anno consecutivo, la Guida MICHELIN assegna Una Chiave a Castello Banfi – Il Borgo, confermandolo nella selezione dedicata agli hotel che si distinguono per la qualità della propria esperienza di ospitalità.

Un riconoscimento che accompagna Il Borgo dal 2024 e che, anno dopo anno, dà valore a un percorso costruito attraverso attenzione, cura dei dettagli e un legame profondo con Montalcino.

Le Chiavi MICHELIN rappresentano il riconoscimento con cui la Guida valuta le strutture alberghiere capaci di offrire un soggiorno con una propria identità, considerando elementi come architettura e design, qualità del servizio, personalità e rapporto con il territorio.

A Castello Banfi – Il Borgo, l’ospitalità nasce proprio dall’incontro tra questi elementi: il Castello, il paesaggio, il vino, la cucina e un modo di accogliere pensato per permettere agli ospiti di entrare in contatto con il luogo e viverlo pienamente.

La conferma della Chiave MICHELIN per il 2026 è quindi anche il riconoscimento di un lavoro quotidiano, fatto dalle persone che danno forma all’esperienza del Borgo.

Il nostro grazie va a tutto il team Hospitality, per la cura e la passione con cui accompagna ogni soggiorno, e agli ospiti che continuano a scegliere Castello Banfi – Il Borgo e a condividere con noi la propria esperienza.

Una Chiave che celebra il percorso fatto e continua ad aprire la porta a tutto ciò che verrà.

Leggi la recensione della Guida MICHELIN dedicata a Castello Banfi – Il Borgo:
https://lnkd.in/exgptFQK

Non solo vino: la raccolta delle prugne Banfi

Per Banfi, l’annata non riguarda solo l’uva.

Accanto ai vigneti e agli oliveti, nella tenuta di Montalcino trovano spazio anche i prugneti, una produzione storica che racconta un’altra parte dell’identità agricola dell’azienda.

La coltivazione del pruno accompagna Banfi dalla fine degli anni Settanta e dall’inizio degli anni Ottanta e rappresenta oggi una delle principali colture arboree della tenuta dopo la vite.

Con il raggiungimento della corretta maturazione inizia la raccolta. Le prugne vengono quindi avviate alle successive fasi di lavorazione: essiccazione e calibratura avvengono presso il Centro Frutta aziendale, prima del confezionamento finale.

Un processo che, dalla pianta al prodotto finito, riflette la stessa attenzione dedicata alle altre produzioni Banfi e testimonia una vocazione agricola che va oltre il mondo del vino.

Ogni anno, la raccolta delle prugne diventa così un altro momento importante del calendario della tenuta: un lavoro fatto di tempi della natura, esperienza e cura lungo tutte le fasi della produzione.

A raccontare questa realtà è anche TGR Toscana, che ha dedicato un servizio alla produzione di prugne Banfi.

Guarda il servizio di TGR Toscana.

12 settembre 1984: nasce la cantina Banfi a Montalcino

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Il 12 settembre 1984 John e Harry Mariani, insieme a Ezio Rivella, inaugurano a Montalcino la cantina di Banfi.

È una tappa fondamentale nella storia dell’azienda e, allo stesso tempo, l’espressione concreta di una visione nata alcuni anni prima: costruire a Montalcino un progetto capace di unire produzione vitivinicola, ricerca, innovazione e cultura dell’accoglienza.

Fin dall’inizio, infatti, la cantina viene concepita non soltanto come luogo dedicato alla produzione del vino, ma come parte di un sistema più ampio. Un progetto pionieristico e d’avanguardia nel quale il lavoro in vigna e in cantina, la sperimentazione e l’ospitalità dialogano all’interno di una stessa filosofia.

Una scelta che racconta ancora oggi il modo di essere Banfi.

Nel corso degli anni, l’investimento nella ricerca e nell’innovazione ha accompagnato lo sviluppo dell’azienda, contribuendo alla conoscenza del territorio, del Sangiovese e delle sue diverse espressioni. Allo stesso tempo, il vino non è mai stato separato dal contesto in cui nasce e dalla possibilità di raccontarlo attraverso l’esperienza, l’incontro e l’accoglienza.

A 42 anni dalla sua inaugurazione, la cantina continua così a essere un luogo di produzione, ricerca e confronto: uno spazio in continua evoluzione, nel quale esperienza e innovazione continuano a incontrarsi.

Un percorso iniziato nel 1984 e che prosegue ancora oggi, guardando al futuro con la stessa volontà di conoscere, sperimentare e migliorare.

Ieri, oggi, domani.

119 tipologie di Sangiovese: il servizio del TGR Toscana sul vigneto sperimentale

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Ricerca e pionierismo sono da sempre parte del modo di essere Banfi.

A Montalcino, questo approccio prende forma anche nel campo collezione sviluppato in collaborazione con CREA Ricerca, dove sono raccolte 119 tipologie di Sangiovese.

Un patrimonio ampelografico che nasce con un obiettivo preciso: conservare la diversità del vitigno e, allo stesso tempo, studiarne il comportamento di fronte alle nuove condizioni climatiche.

Osservare nel tempo le diverse tipologie permette infatti di approfondirne caratteristiche e capacità di adattamento, contribuendo a costruire nuove conoscenze utili per il futuro del Sangiovese e del territorio in cui trova una delle sue espressioni più importanti.

Un lavoro che si inserisce in un percorso di ricerca iniziato da Banfi molti anni fa. Dagli studi di zonazione avviati negli anni Ottanta alla selezione clonale, la conoscenza del Sangiovese ha rappresentato uno degli ambiti centrali dell’attività di ricerca dell’azienda.

Il campo collezione aggiunge oggi un nuovo capitolo a questo percorso: non una selezione finalizzata esclusivamente alla produzione, ma un patrimonio condiviso da preservare, osservare e studiare.

Perché comprendere le differenze significa anche acquisire nuovi strumenti per affrontare il cambiamento, continuando a guardare al futuro del Sangiovese attraverso la ricerca.

Il progetto è stato raccontato anche da TGR Toscana, che ha dedicato un servizio al campo collezione Banfi e al lavoro svolto insieme a CREA Ricerca.

Guarda il servizio di TGR Toscana.

La Pettegola, il lato pop del vino secondo James Magazine

James Magazine dedica un approfondimento a La Pettegola di Banfi: un progetto nato con il Vermentino dalla vendemmia 2012, oggi espresso anche nel Rosé e nel percorso delle etichette d’autore.

L’articolo racconta la crescita di un’etichetta capace di portare nel mondo del vino un linguaggio fresco, pop e riconoscibile: fatto di chiacchiere, risate, momenti condivisi e voglia di non prendersi mai troppo sul serio.

Un piccolo fenomeno di costume che continua a evolversi, mantenendo intatto il suo spirito leggero e colorato.

Banfi sostiene Chigiana 2026

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Banfi rinnova il proprio sostegno all’Accademia Musicale Chigiana, confermando la collaborazione per la dodicesima edizione di Chigiana International Festival & Summer Academy.

Dal 7 luglio al 1° settembre 2026, con il tema “Isole”, il festival porterà a Siena e nelle terre senesi concerti, opere, eventi, grandi interpreti e giovani talenti da tutto il mondo.

Tra gli appuntamenti, segnaliamo con particolare piacere il concerto a Castello Banfi, in programma il 22 agosto all’interno della sezione “Off the Wall”: Salvatore Accardo & Friends – César Franck, Arnold Schönberg.